Squinz-cetta di Tess: cotolette di scamorza

Copiaincolliamo da TEEN, Abby Faith non ce ne voglia, una ricetta suggerita da Tess Boyle:

Sigh, è vero, in Sudafrica si usa molto mangiare la carne.
Per esempio molti preparano il Solatie, carne di pollo, maiale o agnello tagliata a cubetti e cotta alla spiedo con albicocche secche.
Anche il pesce è molto apprezzato.
Ma perché uccidere povere creature innocenti quando si possono preparare gustosi manicaretti senza ammazzarne nessuna?!

Per esempio, i cuochi dell’Endeavour spesso mi preparano le cotolette di scamorza.

Tagliano una piccola scamorza affumicata a fette spesse un centimetro, le infarinano e le passano nell’uovo sbattuto con un pizzico di sale.
Poi le ripassano nel pangrattato, poi ancora nell’uovo, poi ancora nel pane per formare una crosticina bella spessa.
Le friggono in olio extravergine d’oliva tirandole fuori ben dorate e i camerieri le portano in tavola di corsa (anzi, sui pattini!!!) perché appena fritte col formaggio che fila e la crosticina che ustiona la bocca sono squisite (ma attenzione alla lingua, soprattutto se siete attori o cantanti!)”.

La ricetta di Toms: Poffertjes!

Dalle pagine di TEEN, seleziono per voi un’altra ricetta delle Talent Angels: questa volta andiamo in Olanda, con un piatto proposto da Toms.

“La cucina olandese non è famosa come quelle di altri Paesi, tipo Cina, Italia, India, Francia… ma anche noi abbiamo i nostri piatti tipici e sono superslurp!

Uno dei più amati è l’aringa, un pesce da mettere in mezzo a un panino aggiungendo cipolle o sottaceti, ma il modo più tipico (e anche divertente) di mangiarla è cercare di addentarla tenendola per la coda e facendola penzolare sopra la testa (non ditelo a Tess!!!).
Se tira vento si vedono certe scene… e in Olanda, be’, mica per niente abbiamo tanti mulini.

A proposito di vento: se avete freddo e volete scaldarvi vi consiglierei di assaggiare lo Snert, una zuppa di piselli e salsicce che piace tanto a quell’insaccato di mio fratello.
Io preferisco i dolci, come lo Stroopwafel, un wafer allo sciroppo da sgranocchiare mentre si beve un buon tè (magari non in presenza della regina, detesta chi le fa briciole sui tappeti del Palazzo Reale), oppure i Poffertjes, che assomigliano al pancake, ma sono più piccoli, spessi e dolci.
Ai bambini piacciono tanto se ci si aggiunge zucchero e burro! A proposito, lo sapete cosa si mangia quando ne nasce uno (bambino intendo, non burro, che in spagnolo significa asino e sarebbe perfetto per mio fratello)?
Il Muisjes, pane ricoperto con decorazioni di zucchero aromatizzate con anice. Possono essere colorate di blu, rosa o bianco (comodo nel caso siano nati un sacco di gemelli sia maschi che femmine, ma non capita spesso).

Quale di queste ricette posso darvi, se non la mia preferita?

Prendete nota

Poffertjes

200 grammi di farina doppio zero
400 ml di latte
1 uovo
5 grammi di lievito
2 cucchiai di zucchero
50 grammi di burro fuso
Un pizzico di sale

Mescolate sale, farina, zucchero e lievito in un recipiente e versarci sopra il latte tiepido mescolando con una frusta.
Aggiungete il burro fuso e l’uovo continuando a mescolare. Lasciate riposare un quarto d’ora poi cuoceteli in una padella unta di burro. Deve essere più piccola possibile (ce ne sono alcune fatte apposta, con tutti i buchetti per far cuocere l’impasto grandi quanto un muffin).
Mettete le vostre fritattine in un piatto e farcitele con zucchero a velo o cioccolato fuso o marmellata.

Potete farne anche una versione salata evitando di mettere lo zucchero e abbinando prosciutto, formaggio, pomodori secchi, mostarda e ciò che più vi piace”.

La Squinz-cetta di Julie

Carissimi lettori, ricevo e inoltro questa invitante ricetta dalla talent angel Julie Endale (sarebbe stata un’esclusiva per la rivista TEEN, ma la produzione ha il coltello dalla parte del manico…):

La foglia d’acero è uno dei simboli del Canada, infatti è presente persino nella sua bandiera.
Il Québec, la regione in cui sono nata, è uno dei maggiori produttori al mondo di sciroppo d’acero, ingrediente fondamentale del mio dolce preferito, la crostata allo sciroppo d’acero.
Quando ho dato la ricetta a Padma le è venuta l’acquolina in bocca solo a sentire gli ingredienti

La volete anche voi?

Preparate una base di pasta frolla, se non siete molto esperte, o siete pigre, usate quella surgelata (fatela scongelare prima di stenderla con il mattarello e cercate di non smangiucciarla mentre è ancora solida come ha fatto Tess che a momenti si spaccava un dente!).

Per la vera bontà, cioè il ripieno, sbattete con la frusta elettrica 270 g di zucchero di canna e due uova.
Mi raccomando, fate una bella crema spumosa! Aggiungete 100 g di panna e altri 100 g di sciroppo d’acero (si trova in molti supermercati).
Infine, amalgamate anche 30 g di burro fuso, sempre con la frusta elettrica.

Rivestite con la pasta frolla uno stampo per crostate di circa 20 cm di diametro, versateci dentro il ripieno e mettete in forno a 170° per 45-50 minuti. Per sapere se è pronta controllate che la pasta sia bella dorata, il ripieno è gonfio e con la crosticina scura.

Padma ne mangia tre fette alla volta spruzzandole di panna montata.
Emy fa finta di non volerla nemmeno assaggiare ma poi…
Le altre gradiscono senza fare tante storie. E presto mi daranno ricette tipiche dei loro paesi per ricambiare questa.

Bon appétit!!!”