Ancora a spasso per Rotterdam

Toms dice che le fanno paura, Emy le definisce “il trionfo dell’intelligenza”, Padma pensa che sembrino un giocattolo, Julie le trova un modello di equilibrio, Tess approva che siano “ispirate alla natura”.

Di cosa stiamo parlando? Delle case cubiche!

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Si trovano nel centro di Rotterdam e sono abitazioni vere e proprie, progettate dall’architetto Piet Blom nel 1984. La parte superiore ha la forma di un cubo inclinato di 45 gradi. Sono allegramente colorate di giallo con finestre scure circondate da cornici bianche. Ogni casa rappresenta un albero e il loro insieme simboleggia un bosco tra cui appaiono magici squarci di cielo azzurro.

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Ma come si fa a vivere dentro una casa inclinata???
Attenzione, le pareti sono oblique, ma il pavimento all’interno è perfettamente orizzontale. Un modo per ribadire un concetto caro alle Talent Angels: l’apparenza inganna 😉

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Per vederle meglio all’interno, QUI c’è un filmato (in portoghese)

Un fine settimana con Toms!

Mentre aspettiamo di conoscere meglio i nostri lettori (non dimenticate: il 23 aprile verrà pubblicata la prima intervista!!!) perché non proviamo a conoscere meglio le Talent Angels? La produzione le ha blindate come sempre dentro l’Endeavour, ma noi che siamo liberi di andarcene a spasso potremmo fare un giretto (virtuale) nelle loro città, rifarci gli occhi e… un po’ di cultura 😉

Ecco perché abbiamo deciso di portarvi a Rotterdarm, dove vive Toms, mostrandovi qualche scorcio di questa bellissima città olandese e raccontandovi qualche curiosità.

Ricordate il ponte chiamato “Cigno” di cui parlavano Toms ed Emy alle selezioni? Eccolo.

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Non è davvero elegante? Il suo vero nome è Erasmusbrug ma viene chiamato anche “Arpa” (nome molto musicale che piace a Tess quasi quanto quello “animalesco”).

Fu progettato dall’architetto Ben F. Van Berkel, inaugurato nel 1996 (alla presenza di Toms che era ancora piuttosto piccolina)  ed è diventato un simbolo della città.

Lungo più di ottocento metri, è particolarmente suggestivo di notte quando tutto il suo candore contrasta con il cielo scuro sopra la città.

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Chissà se da piccola anche Toms, come Padma, scappava di casa per andare a fare delle scorribande notturne  con suo fratello. Temo proprio di no. Altrimenti Rotterdam sarebbe stata conosciuta come la città che non dorme mai (che invece è uno dei soprannomi di New York), a causa delle litigate dei due fratellini 😉

Qui un filmato con Il ponte in festa

Intercettazioni

Come promesso, abbiamo sbobinato le intercettazioni di alcuni dialoghi tra i concorrenti di Talent Angels fornite dalla CIA. Nulla di nuovo è emerso sugli strani eventi che hanno funestato lo spettacolo. Riportiamo comunque questo dialogo sospetto tra alcune concorrenti. Che stiano parlando in codice? Sentite, ehm, leggete:

«Un topo che mastica? Che schifooo!!!»
«Come “Che schifo” Julie? I criceti che rosicchiano sono così dolci…»
«Tu es vraiment drole Tess! Sei proprio strana!»
«Ho detto To-po-no-mas-ti-ca, Julie» è intervenuta Emy riprendendo il discorso. «È la disciplina che studia i nome dei luoghi: da dove hanno origine, come si sono diffusi o sono cambiati nel tempo… »
«Ah. E perché c’entra con Toms, Emy?»
«Perché ho scoperto che i nomi dei più famosi quartieri di New York vengono dall’olandese!»
«Ma dai! Scommetto che uno di questi è Manhattan. Con tutte quelle “A” è olandese di sicuro».

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«Sbagliato, Toms. Probabilmente deriva da Mannahattan , parola nella lingua dei Lenape, una tribù nativa del Nord America».
«E cosa voleva dire?»
«“Isola con molte colline”… più o meno»
«Ma i nomi olandesi allora?» ho chiest un po’ delusa.
«Li trovi dove meno te li aspetti. Harlem, per esempio, il quartiere abitato dagli afro americani. Viene da Nieuw Haarlem: significa Nuova Haarlem,una città dell’Olanda settentrionale. Brooklyn deriva da Breuckelen che è il nome di un’altra piccola città a sud di Amsterdam. Il Bronx invece…»
«… è un quartiere malfamato!» ho detto. «Avrà a che fare con mio fratello!»
«No Toms, a meno che non sia imparentato con il comandante Bronck da cui il nome deriva, però non credo. Era un capitano di origini scandinave anche se lavorava per gli olandesi!»
«E cosa mi dici della mia strada preferita, quella piena di teatri?»
«Broadway? É l’adattamento inglese del nome olandese Breede weg che significa “ampia strada”».

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«Ma come mai se la lingua ufficiale è l’inglese?»
«Perché la città fu fondata dall’olandese P. Minnewit. Nel 1626 acquistò l’isola di Manhattan dai Nativi Americani»
«Vuoi dire…» ha chiesto Tess «quelli che poi furono chiamati “Indiani” da Cristoforo Colombo che sapeva di geografia quanto Winona Whisper ne sa di astrofisica?»
«Eh eh eh esatto» ha continuato Emy. «Minnewit ha costruito un forte che è diventato un insediamento commerciale chiamato Nieuw Amsterdam, cioè Nuova Amsterdam e ha attirato immigrati da tutta l’Europa. Il territorio è stato a lungo conteso tra olandesi e inglesi finché nel 1664 questi ultimi ebbero la meglio e ribattezzarono la città in onore del Duca di York»
«Quindi… sempre con un parente di Toms abbiamo a che fare» ha concluso Padma.

A presto, con altre intercettazioni.
New York Must: tiè!

La ricetta di Toms: Poffertjes!

Dalle pagine di TEEN, seleziono per voi un’altra ricetta delle Talent Angels: questa volta andiamo in Olanda, con un piatto proposto da Toms.

“La cucina olandese non è famosa come quelle di altri Paesi, tipo Cina, Italia, India, Francia… ma anche noi abbiamo i nostri piatti tipici e sono superslurp!

Uno dei più amati è l’aringa, un pesce da mettere in mezzo a un panino aggiungendo cipolle o sottaceti, ma il modo più tipico (e anche divertente) di mangiarla è cercare di addentarla tenendola per la coda e facendola penzolare sopra la testa (non ditelo a Tess!!!).
Se tira vento si vedono certe scene… e in Olanda, be’, mica per niente abbiamo tanti mulini.

A proposito di vento: se avete freddo e volete scaldarvi vi consiglierei di assaggiare lo Snert, una zuppa di piselli e salsicce che piace tanto a quell’insaccato di mio fratello.
Io preferisco i dolci, come lo Stroopwafel, un wafer allo sciroppo da sgranocchiare mentre si beve un buon tè (magari non in presenza della regina, detesta chi le fa briciole sui tappeti del Palazzo Reale), oppure i Poffertjes, che assomigliano al pancake, ma sono più piccoli, spessi e dolci.
Ai bambini piacciono tanto se ci si aggiunge zucchero e burro! A proposito, lo sapete cosa si mangia quando ne nasce uno (bambino intendo, non burro, che in spagnolo significa asino e sarebbe perfetto per mio fratello)?
Il Muisjes, pane ricoperto con decorazioni di zucchero aromatizzate con anice. Possono essere colorate di blu, rosa o bianco (comodo nel caso siano nati un sacco di gemelli sia maschi che femmine, ma non capita spesso).

Quale di queste ricette posso darvi, se non la mia preferita?

Prendete nota

Poffertjes

200 grammi di farina doppio zero
400 ml di latte
1 uovo
5 grammi di lievito
2 cucchiai di zucchero
50 grammi di burro fuso
Un pizzico di sale

Mescolate sale, farina, zucchero e lievito in un recipiente e versarci sopra il latte tiepido mescolando con una frusta.
Aggiungete il burro fuso e l’uovo continuando a mescolare. Lasciate riposare un quarto d’ora poi cuoceteli in una padella unta di burro. Deve essere più piccola possibile (ce ne sono alcune fatte apposta, con tutti i buchetti per far cuocere l’impasto grandi quanto un muffin).
Mettete le vostre fritattine in un piatto e farcitele con zucchero a velo o cioccolato fuso o marmellata.

Potete farne anche una versione salata evitando di mettere lo zucchero e abbinando prosciutto, formaggio, pomodori secchi, mostarda e ciò che più vi piace”.